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Lo sviluppo rurale per il paesaggio | Sintesi della ricerca

Il paesaggio della nostra regione è in gran parte agrario, perciò non possiamo non occuparci di agricoltura se vogliamo leggere correttamente la forma del territorio.

A tale proposito, vi avevamo parlato qui del seminario “Lo sviluppo rurale per il paesaggio. Dati, ricerche e prospettive”, organizzato da DIST Politecnico di Torino e IRES Piemonte (17 aprile 2023). L'autore della ricerca presentata in quell'occasione – interamente consultabile qui – ci ha proposto questa interessante sintesi del suo lavoro; come potrete leggere, è un argomento di grande attualità, e ricchissimo di punti di contatto con il paesaggio in generale e, nello specifico, con le analisi del Piano paesaggistico regionale.

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Paesaggio, sviluppo rurale, sviluppo locale

Paesaggio, sviluppo rurale e sviluppo locale: a prima vista sembrano concetti settoriali che si esprimono nelle pratiche di governo del territorio con significati diversi, eppure sono termini indissolubilmente legati.

Negli ultimi anni, la crescente attenzione al valore del paesaggio ha indotto le scelte di governo del territorio a dare maggiore importanza alle attività rurali, nella consapevolezza che il paesaggio è luogo di vita, ossia luogo in cui l’interazione sociale comprende, oltre ai fenomeni connessi alle attività produttive (prevalentemente agro-zootecnica), anche le altre molteplici sfaccettature della vita collettiva.

Il paesaggio come somma di ambiente naturale e patrimonio culturale rappresenta un aspetto privilegiato per la qualità di vita delle comunità nelle aree rurali, non solo per gli agricoltori locali ma anche per residenti e turisti.

Questo vale in particolare nelle aree rurali più fragili, dove le risorse paesaggistiche possono essere valorizzate per produrre benefici anche in termini economici: è un obiettivo di lungo termine che si realizza attraverso processi sociali partecipativi, in cui le comunità diventano attori nella produzione sociale di territorio; in questo senso i Gruppi di Azione Locale (GAL) sono un soggetto particolarmente idoneo a realizzare l’obiettivo.

Il contributo dei GAL nella riqualificazione del patrimonio architettonico rurale e nella valorizzazione del paesaggio

L’Operazione 7.6.4 del PSR 2014-2022, attivata in Piemonte da 11 GAL sui 14 totali all’interno dei propri Piani di Sviluppo Locale (PSL), è forse quella che meglio esprime la rilevanza che il patrimonio paesaggistico riveste per le comunità locali.

La quantità di risorse pubbliche assegnate a tale Operazione (circa un quinto del totale di ogni PSL) riflette l’importanza che viene data alla valorizzazione del paesaggio nelle aree rurali piemontesi.

L’analisi condotta ha avuto la finalità di effettuare una rassegna completa delle domande di sostegno pervenute ai GAL durante l’ultimo ciclo di programmazione da parte dei soggetti beneficiari di questa Operazione (Comuni, Unioni di Comuni, associazioni locali), per proseguire con la catalogazione di ogni singolo intervento, suddividendoli per tipologia ed elemento specifico oggetto di intervento.

Sono state prese in esame 312 domande, alle quali corrispondono 339 oggetti di intervento. Nel 36% dei casi si è trattato di interventi di riqualificazione; il 28% dei progetti, invece, era rivolto al restauro o al risanamento di beni.

Gli interventi sono stati dapprima categorizzati in 5 macro-tipologie, in base ai beni oggetto dell’operazione: spazi pubblici, edifici, facciate, manufatti rurali, sagrati e cortili esterni. A queste macro-tipologie sono associati diversi tipi di intervento: recupero, restauro, ristrutturazione, riqualificazione, ecc. Ad esempio, per gli spazi pubblici sono stati individuati interventi su piazze, aree mercatali, aree verdi. Gli interventi su edifici hanno riguardato il recupero di chiese, municipi, palazzi civici storici. I manufatti rurali (la categoria che meglio risponde all’obiettivo dell’Operazione) sono stati la macro-tipologia con la maggiore varietà di elementi specifici oggetto di intervento: fontane, cantine, torri, cappelle votive, ecc.

Gli interventi sono stati classificati anche in base a un ulteriore criterio, che consiste nel verificare la loro potenzialità di incrementare l’offerta culturale-ricreativa del territorio di appartenenza. Nel 43% dei casi è emersa la finalità di valorizzare il bene oggetto di intervento mediante la creazione di nuove forme di offerta culturale o turistica dapprima non presenti sul territorio. Ad esempio, nei GAL Borba e Valli di Lanzo oltre l’80% degli interventi che rispondono positivamente a questo criterio riguardano edifici e aree di pertinenza come sagrati o giardini e sono stati finalizzati alla creazione di nuove attività sociali o di ecomusei che valorizzano le tipicità locali.

Dall’analisi svolta sono emersi risultati molto interessanti: gran parte dei beneficiari si è concentrata sulla riqualificazione di spazi pubblici per migliorare qualità estetica, percezione e fruizione delle piazze, borgate e centri storici. Il GAL che presenta il maggior numero di interventi è il Basso Monferrato Astigiano, con 77 progetti, di cui il 51% su spazi a fruizione pubblica, cui segue il GAL Langhe&Roero con 41 interventi, il 63% dei quali rivolto al restauro di edifici e relative pertinenze. Terre Astigiane e Giarolo presentano 38 interventi finanziati: il primo occupandosi principalmente della riqualificazione di piazze e nuclei storici (52%), il secondo del restauro di edifici religiosi (44%) come chiese e monasteri.

Valutare le sinergie tra la pianificazione territoriale regionale e gli interventi di sviluppo locale

Per verificare in che modo le progettualità locali si integrano con la tutela e valorizzazione del paesaggio piemontese è stata analizzata la relazione spaziale esistente tra gli interventi dell’Operazione 7.6.4 e gli elementi del Piano paesaggistico regionale (Ppr), al fine di valutarne le sinergie rispetto alle due principali categorie di valori riconosciuti dallo strumento di pianificazione: beni paesaggistici e componenti paesaggistiche.

Sono stati dunque realizzati due differenti indici di sinergia a livello di GAL. Il primo valuta la capacità che gli interventi hanno avuto nell’intercettare gli elementi rappresentati nella tavola P2 “Beni paesaggistici” del Ppr. Il secondo valuta la complementarietà, in termini di relazione spaziale, tra gli stessi interventi dell’Operazione 7.6.4 e gli elementi individuati nella tavola P4 “Componenti paesaggistiche” del Ppr.

I due indici di sinergia hanno portato a una classificazione dei GAL sulla base della loro capacità nell’intercettare, tramite gli interventi finanziati, gli elementi del Piano ricompresi negli Ambiti di Paesaggio del territorio di propria competenza. Ne è risultata, in generale, una scarsa tendenza alla sovrapposizione spaziale tra progettualità locali e letture delle caratteristiche del paesaggio fornite dal Ppr.

Non sempre un indice di sinergia più alto è sinonimo di qualità degli interventi, piuttosto rappresenta un’opportunità per il GAL di mettere a sistema gli interventi sul patrimonio riconosciuto dalla popolazione locale con i valori sanciti dal Ppr, creando un’offerta culturale-ricreativa che metta insieme gli elementi oggetto di intervento di questa operazione con quelli tutelati dal Piano.

Lo sviluppo locale per il paesaggio: i casi dei GAL “Borba” e “Giarolo Leader”

Per rafforzare l’impianto metodologico dell’analisi, è stato sviluppato un approfondimento su due casi studio nel Piemonte Sud-orientale, i GAL Borba e Giarolo Leader, selezionati in quanto caratterizzati da uno stato di avanzamento attuativo molto elevato, tale da consentire valutazioni significative.

L’analisi ha l’obiettivo di valutare la qualità e le caratteristiche maggiormente inerenti alle tematiche paesaggistiche degli interventi, attraverso la predisposizione di tre criteri di giudizio, volti a comparare gli interventi in merito a:

• efficacia nell’aumento dell’offerta culturale-ricreativa del territorio;
• efficienza nella loro integrazione all’interno degli itinerari escursionistici e circuiti tematici locali;
• sinergia con gli elementi del Piano paesaggistico e visibilità dai punti di belvedere prossimi.

Nel primo criterio di giudizio, il GAL Giarolo Leader, con una prevalenza di interventi che ampliano l’offerta culturale-ricreativa, si è dimostrato maggiormente impegnato nel finanziare interventi di recupero che coinvolgessero nuove iniziative, attività e servizi creati per incentivare lo sviluppo locale sia in termini di fruibilità da parte della popolazione che in ottica turistica.

Dal secondo criterio di giudizio, emerge che nel GAL Borba quasi la metà degli interventi finanziati sono integrati in percorsi escursionistici. Ciò è in parte dovuto all’offerta turistica outdoor che il territorio presenta e in parte all’aver sostenuto progetti di recupero di manufatti rurali che si inseriscono bene in un sistema di fruizione lenta come castelli, chiese, torri, lavatoi.

Inoltre, il confronto effettuato con l’ultimo criterio rileva che gli interventi nel GAL Borba presentano una maggiore sinergia con le componenti paesaggistiche del Ppr. Viceversa, il GAL Giarolo è più avanti nella sinergia con i beni paesaggistici.

Infine, in base all’analisi di visibilità degli interventi dai punti di belvedere, è emerso che nel GAL Borba un progetto di riqualificazione della piazza del Comune di Silvano d’Orba che, pur essendo molto lontano e poco visibile dal belvedere Marconi, può avere effetti importanti sul paesaggio, poiché si tratta di un intervento sistemico che va a migliorare la qualità estetica dell’intero centro storico. Viceversa, nel GAL Giarolo, il recupero del “portino” di Gavi, trovandosi in una posizione favorevole di osservazione dal belvedere del Santuario della Madonna della Guardia, risulta ben visibile sia per la poca distanza che separa l'osservatore dal bene oggetto di recupero, sia per la dimensione della stessa torre, pur essendo un elemento puntuale da ricercare nel momento in cui si gode della vista sul paesaggio circostante.

Conclusioni

La scelta di concentrarsi sull’Operazione 7.6.4 risponde alla necessità di indagare in che modo il recupero di elementi tipici del paesaggio rurale, inteso come insieme di patrimonio storico-architettonico e naturalistico-ambientale delle aree rurali in cui operano i GAL, potesse essere effettivamente utilizzato come driver per attivare sviluppo locale, partendo dalle istanze delle comunità locali che abitano quel paesaggio, lo vivono ogni giorno e si riconoscono nei valori identitari degli elementi che intendono riqualificare.

L’analisi condotta ha cercato di approfondire ogni aspetto degli interventi finanziati con l’Operazione 7.6.4 con la consapevolezza che tale misura, se lasciata da sola o non integrata con altre operazioni del PSL, non può di certo contribuire a una valutazione positiva nel raggiungimento dell’obiettivo principale di Leader: creare opportunità di sviluppo e crescita economica e sociale in aree rurali marginali.

Pochi sono stati gli interventi al di fuori dei nuclei abitati e sui manufatti più caratteristici delle pratiche agricole tradizionali. La maggior parte dei progetti che insistevano su manufatti rurali erano rivolti al recupero di mulini, castelli, forni, lavatoi, fontane. Soltanto il 19% sul totale ha interessato la categoria dei manufatti rurali, a differenza degli spazi pubblici che sono stati oggetto di intervento per il 35% dei casi, e degli edifici per il 40% sul totale. Questo dimostra come il paesaggio rurale è inteso dai GAL non solo come patrimonio costruito ma anche come sistema di spazi aperti pubblici, che contribuiscono a rendere un luogo riconoscibile e utilizzabile quotidianamente. Inoltre, il paesaggio è inteso non solo come insieme di elementi o manufatti più prettamente rurali (cascine, chiese campestri, lavatoi, ecc.), ma anche di simboli della ruralità contrapposta a un immaginario urbano (castelli, torri, villaggi, cappelle votive, ecc.), nonché come “paesaggio urbano storico” in cui il patrimonio architettonico esprime il rapporto tra piccoli insediamenti e ambiente naturale.

Dal punto di vista della fruibilità in chiave turistica e di ampliamento dell’offerta culturale-ricreativa per la popolazione locale, in alcuni casi gli interventi non hanno previsto una rifunzionalizzazione, senza un ritorno per la comunità locale. Invece, ciò che aggiunge valore a questi interventi è la ridestinazione d’uso degli immobili, delle aree pubbliche o dei manufatti: soltanto ampliando la fruibilità nell’offerta culturale-ricreativa e di servizi per la popolazione locale e turisti si può avere un’opportunità per la rinascita di aree fragili dal punto di vista socio-demografico.

Questa ricerca, inoltre, suggerisce una maggiore integrazione tra le politiche paesaggistiche regionali e le misure del PSR attivate dai GAL. La valutazione dei casi studio con i tre criteri di giudizio può essere utile ai GAL, per fornire una chiave di lettura diversa, più attenta alle tematiche paesaggistiche, nel momento in cui dovranno valutare il contributo di questa Operazione al raggiungimento degli obiettivi di Leader. Infine, la possibilità di disporre di una serie di cartografie che mostrano tutti gli aspetti e le caratteristiche dei progetti che hanno finanziato potrebbe essere una opportunità per i GAL per analizzare quanto di buono è stato fatto e che cosa si potrebbe migliorare nella successiva programmazione, magari intervenendo sulla struttura del bando e sui criteri di selezione.

 

Testo di Matteo Chiummarulo


Per approfondire le connessioni tra paesaggio e agricoltura, vi rinviamo alle pagine del sito web istituzionale di Regione Piemonte e allo strumento di comunicazione della Direzione regionale Agricoltura e Cibo.