Urban Forestry: i servizi ecosistemici come strumento per ricostruire la funzionalità dei paesaggi

Le trasformazioni del paesaggio implicano trasformazioni dell'ambiente e delle sue funzionalità; per garantire uno sviluppo sostenibile, è necessario l'avvio di un dialogo che renda più armonico l'incontro tra le diverse pianificazioni di settore. In quest'ottica si colloca l'esperienza che sta maturando con il progetto “Urban Forestry”.

Il concetto di servizi ecosistemici – ovvero "i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano", come definiti nel 2005 dal progetto di ricerca internazionale Millennium Ecosystem Assessment (MA) – offre la possibilità di evidenziare in modo esplicito la relazione che lega la società umana e le sue attività alle risorse naturali e all'ambiente, chiarendo come la conservazione delle funzioni naturali dei diversi ambienti sia fondamentale per garantire una prospettiva di sviluppo sostenibile per la collettività.

Uno dei principali fattori che determinano la trasformazione del paesaggio e della sua funzionalità è il cambiamento d'uso dei suoli: le trasformazioni antropiche sono in grado di alterare gli equilibri degli ecosistemi e quindi, potenzialmente, di generare la perdita di funzioni fondamentali per il supporto alla vita, i cosiddetti servizi ecosistemici. La valorizzazione dei servizi ecosistemici, derivante dalla ricostituzione e conservazione di ambienti seminaturali, può quindi diventare uno strumento utile per preservare attivamente la funzionalità del paesaggio.

Nell'ambito delle politiche di valorizzazione dei servizi ecosistemici, la Regione Piemonte si è attivata con l’approvazione delle “Disposizioni per lo sviluppo del mercato volontario dei crediti di carbonio da selvicoltura nella Regione Piemonte”. Esse contengono gli indirizzi regionali per la contabilizzazione dei Crediti di carbonio volontari, ossia uno strumento per compensare volontariamente quelle emissioni di CO2 che non è possibile ridurre, derivanti da gestione forestale sostenibile certificata, e avviano anche lo sviluppo delle valutazioni per quantificare il potenziale contributo a tale mercato da parte del sistema del verde “fuori foresta”, di ambito urbano e periurbano (infrastrutture verdi).
Per attuare tali disposizioni riguardanti l'ambito urbano e periurbano, la Regione Piemonte ha finanziato il Progetto triennale “Urban Forestry”, avvalendosi del coordinamento dell’IPLA (Istituto per le piante da legno e l'ambiente), del supporto scientifico del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) e della collaborazione del Comune di Torino. Le finalità del progetto sono di definire gli indirizzi regionali per la contabilizzazione dei Crediti di carbonio volontari che si possono generare dalla gestione del verde urbano, e di quantificare anche altri servizi ecosistemici, prevedendo la valutazione degli assorbimenti di inquinanti atmosferici (polveri e ozono).

Le prime sperimentazioni nel Comune di Torino si sono sviluppate su tre aree pilota rappresentative del verde urbano: viale alberato, area verde attrezzata e parco monumentale. A queste si è aggiunta un’ulteriore area in cui si è realizzato un intervento di riqualificazione forestale urbana, basato su una progettazione autonoma, a cura dell’IPLA, denominata “Parco Stura” e finanziato da uno sponsor privato, FTP Industrial. L’area riqualificata è stata inaugurata alla presenza del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa il 5 giugno 2019; l’intervento, ispirato alle esperienze di rimboschimenti per la rinaturalizzazione di aree di pianura, si è sviluppato su 4 ettari, di cui 1,3 ettari di riforestazione, con la messa a dimora di oltre 1000 piante di 32 specie arboree e arbustive tipiche dei boschi planiziali e ripari. Per farlo, ci si è serviti di tecniche di impianto innovative, fra cui l’impiego di micorrize (associazione simbiotica tra funghi e radici delle piante superiori), di polimeri idroretentori (materiali in grado di assorbire l'acqua e di rilasciarla gradualmente) e di 50 dispositivi di riserve d’acqua CocoonR, oggetto di sperimentazione nell’ambito del progetto LIFE The Green Link. La progettazione del Parco Stura mira a massimizzare anche altri “servizi ecosistemici”, in particolare la conservazione della biodiversità, prevedendo un’attenta scelta delle specie autoctone da mettere a dimora e interventi selvicolturali di riqualificazione del bosco golenale spontaneo, con l’eliminazione delle specie esotiche invasive e la reazione di microhabitat per la fauna. A questo scopo si sono lasciati sul terreno alcuni tronchi di alberi abbattuti: la presenza anche in città di necromassa in varie fasi di degradazione, con cavità e fessure, offre cibo e rifugio a molti organismi animali e vegetali, quali invertebrati e funghi che dipendono dal legno morto (saproxilici), avifauna, chirotteri forestali, anfibi, rettili e piccoli mammiferi; inoltre, la progressiva umificazione migliora la fertilità del suolo, fornendo un substrato idoneo per la rinnovazione naturale e riducendo l’erosione.

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Con il progetto Parco Stura, inoltre, si sono operate alcune specifiche scelte “green”, quali: la concimazione con compost fornito da AMIAT-ACEA, derivante dalla frazione organica dei rifiuti; la pacciamatura con legno cippato derivante dagli interventi selvicolturali e con stuoie biodegradabili ottenute da sacchi di iuta riciclati; la scelta di piante di provenienza locale, seminate e allevate in tre vivai piemontesi.
L’attuazione di questo progetto rappresenta una significativa esperienza per il recupero delle qualità eco-paesaggistiche di un'area degradata, ma anche per valutare l’interesse da parte di soggetti privati a sponsorizzare interventi di valenza ambientale e la possibilità di attivare meccanismi di pagamenti per i servizi ecosistemici e ambientali (PSEA), ovvero la possibilità riconoscere un "valore economico" al servizio ecosistemico fornito alla collettività da un determinato ambiente (foresta, area umida, ecc.).

Nella seconda annualità del progetto “Urban Forestry” sono previste misure sperimentali per la validazione dei risultati ottenuti dai modelli di calcolo degli assorbimenti di CO2 e di inquinanti, la definizione delle linee guida di gestione del verde urbano in chiave ecosistemica, oltre a un’attività di sensibilizzazione per l’avvio di progettazioni analoghe.
L’attualità di tali iniziative è testimoniata dalle tante manifestazioni d'interesse da parte di altre amministrazioni comunali e aziende, con le quali si stanno avviando i contatti preliminari, al fine di mettere in pratica i nuovi orientamenti di gestione ecosistemica e paesaggistica.

Testo di Giorgio Pelassa, Fabio Petrella, Piergiorgio Terzuolo
Foto di Daniela Chiantore