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Approvato il Piano paesaggistico regionale

A conclusione di un lungo iter di formazione, necessario per garantire la più ampia partecipazione possibile dei soggetti interessati e realizzare uno strumento sempre più completo, comprensibile ed efficace, il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato il Piano paesaggistico regionale (Ppr), strumento di tutela e promozione del paesaggio piemontese, elaborato d’intesa con il Ministero dei Beni, delle attività culturali e del turismo.


Di che cosa si occupa
Il Piano rivolge la propria attenzione al paesaggio inteso in tutte le sue componenti, ambientale, storico-culturale e percettivo-identitaria; riconoscendone la sua importanza nella formazione dell’identità collettiva e nei processi di sviluppo locale, perché è una risorsa altamente specifica e non riproducibile o trasferibile. Oltre alle sue essenziali finalità di regolamentazione, il Ppr vuole diffondere una generale consapevolezza e attenzione nei confronti del paesaggio, inteso come patrimonio comune da proteggere e valorizzare.
A seguito di una massiccia opera di ricognizione di tutte le aree e i beni tutelati del Piemonte, i paesaggi di eccellenza regionale sono stati raccolti in un atlante dedicato: il Catalogo dei beni paesaggistici del Piemonte. Il catalogo riporta i perimetri, le descrizioni e le norme di tutela sia dei beni individuati “per legge” (i fiumi, i laghi, i territori di montagna, le aree protette, le zone di interesse archeologico, ecc.), sia di quelli riconosciuti da uno specifico provvedimento che ne dichiara il notevole interesse pubblico (i borghi e i nuclei storici, le bellezze panoramiche e i belvedere, le bellezze naturali, le singolarità geologiche, le ville, i giardini e i parchi).


Tutto è paesaggio
Nello spirito della Convenzione europea del paesaggio, il Piano paesaggistico regionale non si limita però a riconoscere e proteggere gli ambiti di eccezionale pregio e bellezza, ma si rivolge all’intero territorio regionale, inclusi i paesaggi della quotidianità. Tali sono infatti i contesti abitativi e di lavoro delle persone: contribuiscono a determinare la qualità della vita, e devono quindi essere difesi dalle trasformazioni incontrollate. Il Piano non trascura nemmeno i paesaggi compromessi o degradati, ma ne promuove il recupero e la riqualificazione.


Che cosa comporta
L’azione di tutela del Piano, per essere pienamente efficace, ha bisogno del fondamentale contributo degli enti locali. A seguito dell’approvazione, infatti, i Comuni sono chiamati ad avviare il processo di revisione dei propri strumenti urbanistici e recepire al loro interno gli indirizzi e le direttive del Ppr: il Codice dei beni culturali e del paesaggio prevede che l’adeguamento dei piani regolatori avvenga entro due anni dall’entrata in vigore del Piano regionale.


Obiettivo: semplificare
Il Ppr intende accompagnare la crescente sensibilità dei cittadini verso la tutela con una semplificazione dei procedimenti amministrativi. L’approvazione del Piano, infatti, pone le condizioni per uno snellimento delle procedure autorizzative da parte della Regione e della Soprintendenza per gli interventi sui territori vincolati. È un obiettivo importante, che si fonda sulla collaborazione con le amministrazioni locali per definire strumenti urbanistici sempre più chiari ed efficaci e che richiede, a monte, il consolidarsi di una diffusa cultura del paesaggio.


Strategie e progetti
Il Piano, insieme agli aspetti normativi, contiene strategie e progetti: sostiene politiche e azioni di valorizzazione dei paesaggi identitari, salvaguardia attiva dei paesaggi agrari e contenimento del consumo di suolo, e fornisce indirizzi e criteri per la realizzazione di altre iniziative di livello sovralocale, ad esempio sui temi della progettazione urbanistica ed edilizia, della riqualificazione dei paesaggi degradati o dello sviluppo delle infrastrutture verdi e dei servizi ecosistemici.


In sintesi…
Il paesaggio è una componente essenziale della qualità della vita delle popolazioni, è il frutto della loro storica interazione con gli ambienti naturali e costituisce un patrimonio collettivo nel quale si identificano. Oltre ad avere una valenza per sé, il paesaggio ha valore in quanto risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori, e come tale va considerato e valorizzato. La Costituzione riconosce il ruolo fondamentale del paesaggio, collocandone la tutela fra i principi fondamentali dello Stato; con questo Piano si pongono le basi per un’organica azione di salvaguardia e valorizzazione sull’intero territorio regionale.


Conosciamolo meglio
Gli elaborati del Piano paesaggistico regionale sono pubblicati sul sito della Direzione Ambiente, Governo e Tutela del territorio, all’indirizzo:
http://www.regione.piemonte.it/territorio/pianifica/ppr.htm

Marta Argenziano