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Storie di pietra VII | Viaggio tra giganti erratici in Val di Susa

La Val di Susa è particolarmente ricca di curiose sentinelle di pietra, i massi erratici, e la primavera è la stagione migliore per scoprirli.

Quando la vegetazione comincia a lasciare intuire il suo rigoglio e il clima invita a passeggiare a contatto con la natura che si sta risvegliando, tra prati e boschi si stagliano con la massima visibilità queste peculiari formazioni rocciose, trasportate dai ghiacciai durante le ere glaciali e abbandonate in luoghi imprevedibili a seguito del ritiro dei ghiacci. Questi colossi di pietra non sono solo stravaganze geologiche: per i nostri antenati rappresentavano manifestazioni misteriose, altari, bussole celesti, persino porte verso l’aldilà. 

Quando ci si imbatte in uno di questi massi, è d’obbligo non limitarsi a guardarli: bisogna sfiorarne i solchi delle incisioni con le dita, nella consapevolezza che in quel contatto sono racchiusi cinquemila anni di storia della regione, dal passaggio di antichi eserciti alle sfilate di pellegrini medievali, fino divenire elemento di attrazione per i più recenti cultori del bouldering.

Vi portiamo quindi alla scoperta di alcuni dei siti più affascinanti, dove la pietra parla ancora a chi sa cercarla con pazienza e mettersi in ascolto. Per cominciare, seguiteci a Vaie.

Buona lettura, e... buona caccia al tesoro!