Lettere da CinemAmbiente – dalla A di Antropocene alla V di Valorizzazione

L’edizione 2019 del Festival CinemAmbiente si è conclusa ieri sera, mercoledì 5 giugno 2019, con una serata di premiazioni e di festa. Qui trovate l’elenco dei vincitori delle diverse sezioni e i commenti del direttore Gaetano Capizzi.

Avendo seguito le giornate del Festival, non possiamo che condividere la sua soddisfazione per le numerose presenze registrate, con una grande partecipazione giovanile, e per l’attenzione crescente del pubblico ai temi della sostenibilità. Il premio del pubblico è andato al film “Anthropocene: the Human Epoch”, ultimo capitolo di una trilogia di documentari sull’impatto delle attività umane sulla natura e sui paesaggi e tassello di un più ampio progetto multimediale, che attualmente fa tappa a Bologna. Ha indubbiamente impressionato gli spettatori la sua sequenza di immagini drammaticamente significative, dai cromatismi così forti da renderle apparentemente astratte, che costituiscono in realtà una concretissima carrellata di territori su cui l’attività umana sta imprimendo tracce così profonde da snaturarli e mettere a rischio la propria stessa sopravvivenza sulla terra. L’Antropocene – come è stata definita l’attuale era geologica, in cui l’uomo è l’attore fondamentale dei cambiamenti, sempre più repentini e spesso senza ritorno – si può d’altronde considerare il filo conduttore dell’intero Festival. Con la sua azione divulgativa ed educativa, mediata dallo strumento artistico, CinemAmbiente si impegna da anni a promuovere l’urgenza di una drastica inversione di tendenza; a dover raccogliere la sfida siamo noi stessi, che da fattori di distruzione possiamo diventare attori di cambiamento e di speranza. Il film sarà distribuito anche nei cinema italiani, vi raccomandiamo di non perderlo.

Come vi abbiamo già raccontato, quest’anno la Regione Piemonte ha portato al Festival il tema del paesaggio e delle sue connessioni con l’ambiente. La nuova menzione speciale “Valorizzazione del Paesaggio” è stata assegnata al cortometraggio greco “A Simple Life” di Myrto Papadogeorgou e Robert Harding Pittman.

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Gioula vive una vita semplice, in perfetta armonia con la natura, occupandosi del proprio oliveto in una zona costiera della Grecia; la connotazione “semplice” che dà il titolo al documentario è da intendersi come sinonimo di “autentico”, non certo di facile o banale. Il progetto di realizzazione di un campo da golf destinato a turisti stranieri benestanti rischia di sconvolgere il suo mondo e quello della sua comunità, che si unisce per ostacolarlo.
La regione in cui il documentario è ambientato è arida, l’acqua scarseggia e le tradizionali attività di agricoltura e pesca, che vi si svolgono da oltre 35.000 anni, ne hanno sempre rispettato le caratteristiche. Il resort per golfisti che dovrebbe sorgervi mette in pericolo non solo le coltivazioni, ma il modo di vivere e l’identità culturale degli abitanti. Al contempo, in un periodo di perdurante crisi, le ragioni dello sviluppo economico sono molto forti.
Il comitato di cittadini che si oppone all’opera lo fa per una molteplicità di ragioni, innanzi tutto propriamente ambientali: la realizzazione del campo da golf richiederebbe l’impiego di agenti chimici cancerogeni e di una quantità di acqua potabile corrispondente al consumo di 12.000 persone. L’area rischia perciò la desertificazione; il resort necessiterebbe di un impianto di desalinizzazione che danneggerebbe l’ecosistema marino, che perciò è sempre stato considerato dagli abitanti un’eventualità estrema, da scongiurare.

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Il Direttore della Direzione regionale Ambiente, Governo e Tutela del territorio, Roberto Ronco, ha consegnato il premio a Myrto, parlando del film come di un ottimo esempio del parallelismo tra tutela dell’ambiente e del paesaggio, che riesce a raccontare, con immediatezza visiva e narrativa, il legame di una comunità con il suo territorio. I protagonisti rivendicano il diritto a godere di un paesaggio di qualità, in cui sia possibile rispecchiarsi, consapevoli che il paesaggio è un fattore sia fisico sia immateriale, componente strutturante della loro identità. Rappresentando la partecipazione attiva delle popolazioni nella tutela del paesaggio, il documentario testimonia concretamente il dettato della Convenzione Europea.

La nostra collaborazione con CinemAmbiente non finisce qui, continuate a seguirci e vi aggiorneremo sulle prossime iniziative!

Paola Gastaldi