Pianificazione territoriale, chiave per uno sviluppo sostenibile?

Fin dalla sua costituzione, nel 1952, la CIPRA, Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi, promuove l’incontro fra persone e organizzazioni che si impegnano a favore dello sviluppo sostenibile nelle Alpi, superando confini linguistici, culturali, geografici e politici. Dal 1975 è attiva come organizzazione «ombrello». Ne fanno parte più di 100 associazioni, organizzazioni e persone tra gli Stati aderenti.

Il Convegno annuale della Cipra ha radunato a Innsbruck/Austria il 29 e 30 settembre oltre 200 tra relatori, politici, amministratori pubblici, funzionari, professionisti e liberi cittadini per discutere il ruolo attuale della pianificazione territoriale nelle Alpi. Le discussioni sono state dedicate all’importanza dell’assetto del territorio nella politica, alla pianificazione e alla società civile a tutti i livelli. Predisporre, gestire e sviluppare un assetto del territorio in sintonia con le sfide sociali deve essere un obiettivo comune di tutti gli attori coinvolti: su scala alpina, statale, nelle regioni e nei comuni. La pianificazione territoriale deve trovare forme innovative di condivisione, con il coinvolgimento di tutti i cittadini e di tutti i rappresentanti della società mediante una intensa opera di educazione, intermediazione e sensibilizzazione.

“Il disegno del paesaggio è formato dalla sommatoria di interessi economici che vi risiedono, dove impera la regola dell’individualismo e della ricerca del benessere del singolo individuo, e non deriva da un piano. Vi è alla base una comprensione errata sul concetto della pianificazione territoriale, che è sì derivata dalla pianificazione urbanistica e edilizia, ma è profondamente diversa, sia per gli attori interessati sia per i mezzi utilizzati”, ha affermato Friedrich Schindegger, pianificatore austriaco, nel corso del convegno. La pianificazione non è assolutamente in grado di soddisfare tale requisito: oggi sono piuttosto i singoli interessi di agricoltura, imprese, investitori ed enti politici a svolgere un ruolo determinante. Il pianificatore austriaco è convinto che “il paesaggio è l’impronta risultante dai valori e dalla distribuzione del potere delle società che in esso vivono”. La pianificazione territoriale deve quindi riorientarsi assumendosi la responsabilità del bene comune e trasmettendo principi generali e condivisibili.

Anche Gianluca Cepollaro, direttore della Scuola per il governo del territorio e del paesaggio (step) di Trento, ha messo in discussione la concezione dominante sulla pianificazione territoriale: essa deve essere intesa oggi quale strumento utile per la costruzione di scenari migliori. È ormai superata l’immagine dell’essere umano quale dominatore che si erge al di sopra della natura. Oggi l’uomo viene concepito come parte integrante della natura e nello spazio alpino cresce la consapevolezza per gli spazi vitali, in particolare tra le giovani generazioni. Tale concezione deve confluire anche nella pianificazione territoriale, ha sostenuto Cepollaro, che ha anche sottolineato che occorre costruire scenari preferenziali per i cittadini: il nuovo termine è “scenario”. Che cosa intendono le persone per qualità della vita? Nel concetto di paesaggio bisogna introdurre anche temi direttamente connessi con la qualità della vita. Ha ricordato, infine, il risultato che è derivato da un’inchiesta realizzata dalla Scuola su come la popolazione del Trentino si identifica in una certa idea di montagna e di paesaggio. Le due opzioni che appaiono prevalenti (che sommate superano di poco il 50%) sono quelle che interpretano il paesaggio come «un luogo che può essere considerato come patrimonio naturale e culturale» (26,7%) e «un luogo dove ci sono verde, acqua, tranquillità» (24%). Segue, come terza opzione, «un posto in cui vivere comodamente, non troppo lontano da una città, né troppo vicino» (12%). Appena al di sotto, «un patrimonio ecologico da proteggere» (11,1%) e «qualsiasi posto si veda come un bel panorama» (11%).

Le discussioni nella tavola rotonda si sono concentrate sul tema della “Condizione della politica di pianificazione territoriale nello spazio alpino”. Markus Reiterer, segretario generale della Convenzione delle Alpi, ha richiamato l’attenzione sui risultati dell’applicazione, dopo quindici anni, del Protocollo “Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile”, evidenziando che non è mai stato attuato completamente. Occorre fare sensibilizzazione maggiore, introducendo il tema dei cambiamenti climatici, e mutare radicalmente la mentalità delle persone, ma è un percorso a lungo termine che trova forti ostacoli nelle strutture amministrative esistenti. Una politica panalpina sulla pianificazione territoriale è utile, ma la sua applicazione deve avvenire con il diretto coinvolgimento delle amministrazioni locali. I piccoli comuni, però, sono sovraccarichi per la vastità dei compiti che devono affrontare quotidianamente e sono più sensibili ai conflitti di interesse a causa delle pressioni locali. Inoltre, Reiterer ha posto l’accento sulla dimensione della strategia EUSALP che ha un perimetro molto più ampio e interessa una popolazione più estesa rispetto al territorio incluso nella Convenzione delle Alpi e che, quindi, rischia di avere maggiore impatto sulle decisioni strategiche per il futuro. Gerlind Weber, dell’Istituto di pianificazione del territorio, pianificazione ambientale e gestione del territorio di Vienna, ha chiesto alla pianificazione territoriale di partecipare di più a discussioni pubbliche, anziché chiudersi in una compiaciuta autoreferenzialità, mentre Janez Fajfa, sindaco di Bled/Sl, ha illustrato le caratteristiche strutturali del giovane Stato della Slovenia, composto da oltre 200 comuni ma dove non esiste un ente intermedio come la regione, focalizzando l’intervento sull’impatto derivante da una forte pressione turistica estiva, alla quale occorre porre rimedio anche con il coinvolgimento di persone non residenti.

I lavori sono poi proseguiti con l’illustrazione di cinque progetti classificabili tra le buone pratiche per le politiche territoriali alpine:

- Collegamento in rete degli habitat nel Pinzau, Salisburgo, Regional Plan Program Pinzgau: i piani urbanistici devono verificare la connettività ecologica (Horst Leitner, Ufficio per l’ecologia della fauna selvatica e gestione forestale, e Karl Jordan, Ufficio del Governo del Land Salisburgo)
- Pianificazione degli spazi aperti nel territorio multifunzionale di concentrazione urbana tirolese (Robert Ortner, Governo del Land Tirolo)
- Cultura come strumento della pianificazione territoriale (Roland Kals, Jens Badura)
- Iniziativa Albergo Diffuso di Tolmezzo
- Progetto Links4Soils (Borut Vrscai, Istituto Sloveno per l’Agricoltura)

Nel pomeriggio i seminari sono stati occasione di scambio sui temi della densificazione nelle valli, delle località turistiche alpine o delle aree rurali, strette nella morsa tra spopolamento e pressione di utilizzo. Peter Haβlacher, presidente della CIPRA Austria, ha sottolineato come “l’assetto territoriale alpino è messo sotto pressione dalla crescita incontrollata di alcune stazioni turistiche”.

In conclusione Katharina Conradin, presidente della CIPRA International, ha affermato: “In realtà noi disponiamo già di tutta una serie di strumenti da impiegare nella pianificazione territoriale”. Spesso però questi vengono invalidati da interventi ad hoc da parte di singoli interessi forti. La presidente ha concluso con un’esortazione rivolta ai partecipanti di tutti gli Stati alpini: “Dobbiamo riappropriarci del territorio!”.

La mattina successiva si è svolto un sopralluogo sulla Nordkette, la montagna per il tempo libero soprastante Innsbruck, dove si è assistito all’illustrazione delle principali politiche paesaggistiche inerenti gli spazi aperti esistenti nelle vallate dell’Inn e Wipptal osservabili dall’Hafelekarspitze, punto di osservazione privilegiato posto a 2.300 metri di altezza e dominante la graziosa cittadina.

Ulteriori informazioni sono disponibili nella rivista tematica della CIPRA Alpinscena n° 101 “Lo spazio è finito”, nel Dossier “Pianificazione territoriale nelle Alpi” e in alpMonitor attraverso la presentazione interattiva “Alpwil – Un comune in cammino verso una maggiore qualità della vita”.

Il prossimo convegno annuale della CIPRA si svolgerà il 25 e 26 maggio 2018 a Bled/SLO.

Alfredo Visentini