Paesaggi virtuali al tempo della pandemia

Oggi, per la prima volta, le generazioni del dopoguerra si rendono conto di quanto sia fragile l’equilibrio tra normalità ed emergenza. La situazione legata alla pandemia del virus Covid-19 che stiamo vivendo sta facendo crollare ogni sicurezza, al cospetto di una minaccia non governabile. Tutto ciò che è “fuori” diventa il territorio del pericolo, della dissociazione, della minaccia; il nemico è invisibile, indipendente da qualsiasi finalità che interessi il genere umano, bensì intriso del suo solo spirito di sopravvivenza, a discapito della nostra specie, esclusivamente teso alla diffusione del contagio per affermare se stesso.

È una tragica realtà, che non avremmo mai pensato di condividere: la nostra porzione di mondo trasformata da terra felice e promessa, quale era per molti di noi, a terra nemica, terreno di paura, dove tutto ciò che era quotidiano diventa impossibile.

Che cosa resta del paesaggio

In questo contesto, la contemplazione del paesaggio, del nostro intorno, cessa di essere quell’attività spontanea che ciascuno di noi compie involontariamente in ogni attimo della propria vita quando si confronta con il mondo esterno. Un’attività spontanea a cui spesso la nostra vita concitata comunque concedeva pochissimo tempo, allontanandoci dalla capacità di riflettere su quello che ci circonda e su ciò che siamo.

Tuttavia, più o meno consapevolmente, la quotidianità aveva consolidato la coesistenza con il nostro paesaggio, che apprezzavamo o criticavamo in funzione delle nostre convinzioni, delle nostre opinioni e della realtà nella quale siamo cresciuti.

Per cercare faticosamente un senso a questo nuovo spazio e a questo nuovo tempo, in attesa di un ritorno alla possibilità di viaggiare, camminare, esplorare nuovi percorsi e territori, l’invito che noi, redazione di Paesaggiopiemonte, avanziamo è quello di formulare e condividere qualche considerazione che, seppur per poco, ci allontani dalla contingenza dell’emergenza e apra spiragli di speranza e di prospettive future.

In questa logica, proponiamo di usare una lente inconsueta, che inquadri una porzione del territorio e del paesaggio a partire dalla sola dimensione oggi praticabile, quella domestica.

Tre stanze per tanti paesaggi virtuali

Ci muoveremo allora attraverso una serie di “stanze”, per andare insieme alla scoperta di paesaggi virtuali.

  • Il soggiorno è il luogo deputato alla contemplazione del paesaggio dalla finestra, quello che si vede quando ci si affaccia, consueto ma sempre passibile di nuove visioni.

  • La cucina permette di scoprire il sapore dei paesaggi, perché ci nutriamo soprattutto di quello che produce il nostro territorio, che concorre alla bontà delle nostre ricette.

  • La camera da letto favorisce l'accesso al paesaggio immaginario, grazie alla maggiore disponibilità di tempo per la lettura e la riflessione su opere d'arte, fotografie...

La casa di Paesaggiopiemonte, come la nostra vita quotidiana, è più confortevole e vivace se può contare su tanti incontri, diversi punti di vista, suggestioni varie: anche in questo caso, la differenza è una ricchezza!

Se ne avete voglia, mandateci un vostro itinerario virtuale e lo pubblicheremo!

 

SCOPRI GLI ITINERARI VIRTUALI PUBBLICATI

Soggiorno - il paesaggio dalla finestra | Passeggiando tra i ricordi nei dintorni di Rivoli

Camera da letto – il paesaggio immaginario | La natura negli occhi di un bambino

Cucina – il sapore dei paesaggi | Le ricette del giardino di Elisa