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Il piano paesaggistico regionale

Il Piano paesaggistico regionale (Ppr), adottato una prima volta nel 2009 e una seconda nel maggio 2015, sta completando il proprio percorso di formazione; a fine febbraio è stato espresso parere favorevole da parte del Consiglio superiore del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; e dopo la firma dell’accordo interistituzionale fra il ministro Franceschini e il presidente Chiamparino, il piano sarà sottoposto al Consiglio regionale per l’approvazione definitiva.

Perché un Piano paesaggistico?
Secondo la legge nazionale di riferimento, il Codice dei beni culturali e del paesaggio, il piano paesaggistico, redatto d’intesa fra la Regione e il Ministero ed esteso a tutto il territorio regionale, è uno strumento di pianificazione sovraordinato e prevalente rispetto agli altri strumenti di pianificazione.

Al di là degli obblighi normativi, il piano rappresenta la presa di coscienza da parte di una comunità del valore del proprio paesaggio, espressione visibile della forma di un territorio, con le sue dinamiche ambientali, naturali, storiche, culturali, frutto delle trasformazioni operate dall’uomo e nel quale la sua popolazione si identifica.

Il piano riconosce questi aspetti e si pone l’obiettivo di salvaguardare i caratteri fondamentali del paesaggio, riqualificare le parti compromesse, far crescere la coscienza comune e l’attenzione nei suoi confronti, nella consapevolezza che il territorio è una risorsa non riproducibile, in grado di contribuire allo sviluppo delle comunità che lo abitano.

Quali sono le finalità del Piano paesaggistico?
Il Piano paesaggistico regionale è uno strumento di:

CONOSCENZA: il Ppr, “atlante” complessivo che descrive il territorio piemontese, ne riconosce i suoi valori fondamentali, i suoi caratteri identitari, le principali criticità e restituisce una immagine unitaria della regione, vista alla luce delle sue componenti costitutive, delle principali vocazioni, delle espressioni caratteristiche della sua storia.

PROGRAMMAZIONE: il Ppr definisce le linee strategiche rivolte alla tutela del paesaggio e al miglior utilizzo del territorio; ha sostenuto numerose azioni già attuate: progetti finanziati da programmi europei di cooperazione, progetti di valorizzazione e di riqualificazione e contiene, inoltre, principi e assi tematici che permetteranno, nei prossimi anni, di attuare politiche consapevoli di rigenerazione e valorizzazione del territorio, in una logica di sviluppo del Piemonte orientata al riconoscimento e alla salvaguardia delle sue risorse, a un’economia sostenibile e al miglioramento della qualità di vita dei suoi abitanti.

PIANIFICAZIONE: i contenuti del Ppr costituiscono elementi fondanti per il sistema della pianificazione territoriale provinciale e della città metropolitana, della pianificazione urbanistica dei comuni e delle loro forme associative, nonché riferimento essenziale per la definizione di strumenti di pianificazione settoriale coerenti e compatibili con le caratteristiche del paesaggio piemontese.

REGOLAZIONE: il Ppr contiene misure di tutela che traducono i riconoscimenti di valore del paesaggio in disposizioni normative che incidono direttamente o indirettamente sui processi di trasformazione, per garantire il corretto equilibrio tra sviluppo delle comunità e salvaguardia dei principali ambiti di pregio paesaggistico.

Che cosa succederà dopo l’approvazione?
Dopo l’approvazione il Ppr produrrà specifici effetti con riferimento ai diversi aspetti che lo compongono:

CONOSCENZA: l’apparato conoscitivo del Ppr rappresenterà la base per tutte le azioni di pianificazione e progettazione che interessano il territorio; inoltre, la diffusione delle informazioni che contiene sarà fondamentale per la crescita di una coscienza collettiva sulle peculiarità e sulle caratteristiche del paesaggio piemontese. Perché ciò si realizzi, è necessario promuovere intese con il pubblico interessato (Osservatori del paesaggio, associazioni culturali e ambientaliste), sostenere iniziative rivolte alla cittadinanza, attraverso progetti di comunicazione mirati, coinvolgere i professionisti e gli operatori del settore mediante percorsi di formazione e seminari divulgativi.

PROGRAMMAZIONE: il quadro strategico costituirà riferimento per la programmazione, sia regionale sia degli altri livelli amministrativi, rivolta alla tutela e valorizzazione delle risorse e alla qualificazione dei sistemi territoriali. L’apparato strategico del Ppr potrà indirizzare e favorire l’attuazione di alcune linee d’intervento della programmazione dei fondi comunitari e di altre iniziative a regia regionale, o promosse da soggetti diversi (pubblici e privati) mediante la sottoscrizione di accordi e intese previste all’interno del piano stesso. I progetti strategici previsti e sostenuti dal Ppr saranno al centro delle politiche regionali di tutela e valorizzazione del paesaggio.

PIANIFICAZIONE: entro due anni dall’approvazione, gli strumenti di pianificazione, in particolare i piani regolatori comunali, dovranno adeguarsi al Ppr che, in sinergia con il piano territoriale regionale, diventerà quindi il principale riferimento per la loro formazione. Per accompagnare gli enti locali nell’adeguamento al piano, sarà necessario coinvolgerli direttamente, organizzando incontri divulgativi, percorsi formativi per gli operatori tecnici pubblici e privati, nonché, se necessario, predisponendo atti di indirizzo specifici.

REGOLAZIONE: le prescrizioni del Ppr, relative soprattutto ai beni paesaggistici, costituiranno il riferimento fondamentale per l’autorizzazione paesaggistica dei progetti di trasformazione del territorio. Tali norme garantiranno un supporto ai professionisti per la redazione dei progetti e agli enti preposti all’autorizzazione per l’istruttoria delle istanze presentate, riducendo la discrezionalità delle valutazioni e assicurando una maggiore uniformità. Anche in questo caso, a seguito dell’approvazione sarà necessario promuovere momenti di conoscenza e approfondimento rivolti alle componenti tecniche delle amministrazioni, alle Commissioni locali per il paesaggio e ai professionisti.

 

Giovanni Paludi